Rho-Fiera (askanews) Ogni giorno in Italia si cementificano 55 ettari di aree naturali pari a 85-90 campi di calcio. Un quinto del nostro territorio è a rischio desertificazione. A lanciare l'allarme è il CNR durante un convegno proprio sul tema della desertificazione organizzato nell'auditorium di Palazzo Italia, all'Expo, dove l'appuntamento ha registrato il tutto esaurito. Ma quali sono i fattori all'origine di questo fenomeno? Lo abbiamo chiesto a Mauro Centritto, direttore dell'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr: "Il primo elemento all'origine della desertificazione è il fattore antropico, l'uso del terreno senza rispettare il territorio - ha detto Mauro Centritto, direttore dell'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr - il secondo è invece il clima: i processi di degrado avvengono solo in aree aride"A livello mondiale la siccità colpisce il 41% della superficie terrestre coinvolgendo circa 2 miliardi di persone. Di questi il 72% sono Paesi in via di sviluppo. Ma la desertificazione non è un problema lontano dai nostri confini. "Il 20% del nostro Paese, infatti, è esposto a questo rischio. E' il Sud l'area più coinvolta - spiega Centritto - con circa il 40% del territorio del Sud coinvolte. La Sicilia la più esposta col 70% del territorio a rischio, seguono poi Puglia, Molise, Basilicata e Sardegna".Di qui la necessità di inserire il tema del consumo del suolo nell'agenda politica cercando di coinvolgere le istituzioni, le comunità scientifiche e quelle rurali insieme ai privati. La desertificazione è un grosso rischio ma può trasformarsi in una buona occasione per le bioeconomie e quindi i privati sono molto importanti accanto alla presenza delle istituzioni".