Reykjavik (TMNews) - Migliaia di manifestanti hanno invaso le strade della capitale dell'Islanda, Reykjavik, per reclamare un referendum sull'ingresso in Unione Europea. Secondo fonti della polizia, le circa 4.000 persone che si sono poi fermate a urlare slogan e a protestare davanti al Parlamento, avrebbero dato vita alla più grande manifestazione di piazza dal 2009.I due partiti al governo in Islanda, entrambi euroscettici, hanno annunciato venerdì 21 febbraio il ritiro della candidatura all'Unione europea presentata nel 2010.Le opposizioni hanno denunciato che la decisione è stata presa senza alcun dibattito e soprattutto senza che venissero interpellati gli elettori, come pure era stato più volte promesso dagli esponenti della maggioranza anche in campagna elettorale.L'Islanda è stata a lungo in contrasto con le autorità europee a causa del braccio di ferro sulle quote di pesca. Il contrasto ha poi raggiunto un punto critico a settembre del 2013, con l'Europa che ha minacciato ritorsioni economiche e Reykjavik che ha sospeso le trattative per l'adesione a tempo. Infine l'annuncio definitivo del ritiro.Sebbene la maggioranza degli elettori isladesi sia contraria alla partecipazione all'Unione europea, nel Paese si sta radicando la convizione che l'ingresso in Europa avrebbe un effetto stabilizzante per l'economia di Reykjavik.Un recente sondaggio ha evidenziato che la maggioranza degli islandesi vorrebbe che il governo portasse avanti e concludesse le trattative per l'ingresso in Europa, per poi lasciar decidere alla popolazione attraverso un referendum.