Baghdad, (TMNews) - L'Iraq a due anni dal ritiro dei soldati americani e a 11 dalla fine della guerra è ancora un campo di battaglia in cui si muore ogni giorno in scontri o attentati. I numeri parlano di una violenza in continuo aumento: solo nel primo mese del 2014 ci sono state 900 vittime, una strage che non fa presagire niente di buono per l'anno nuovo dopo quello terribile appena passato. Nel 2013 le violenze hanno ucciso infatti oltre 8.000 persone, più di quante ne morirono nel 2008, in piena guerra.Le motivazioni vanno ricercate nel radicamento di Al Qaeda che è riuscita a riguadagnare posizioni in molte zone e soprattutto nell'intensificarsi degli scontri religiosi fra sciiti, la maggioranza nel Paese ora al potere, e sunniti, minoranza a cui apparteneva l'ex rais Saddam Hussein.(immagini Afp)