Milano (askanews) - I Paesi più poveri vogliono avere voce in capitolo nel dibattito mondiale sui cambiamenti climatici, a maggior ragione quando si tratta di posti come il Gabon, in Africa centrale, un piccolo Stato con una grande responsabilità: preservare il secondo polmone verde del Pianeta dopo l'Amazzonia, la foresta equatoriale minacciata da siccità e deforestazione. Un compito difficile da portare avanti per la vastità e la complessità della zona da controllare che il Gabon riesce a svolgere solo affidandosi alle tecnologie più avanzate.In questo caso la soluzione per la Terra arriva dallo Spazio. Un'antenna cattura le immagini satellitari: con un raggio di 2800 km copre 23 paesi dal Sahara all'Africa australe, e permette di rilevare in modo estremamente preciso il suolo africano. Negli anni si sta creando così una formidabile banca dati che permette di tenere sotto controllo il territorio e intervenire."Questi rapporti permettono nei fatti alle autorità competenti di consultare i loro registri - spiega Dominique Rozier di Telespazio, gruppo franco-italiano che partecipa al progetto - e di gestire ad esempio la riserva ittica, di verificare se le navi stanno pescando in zone autorizzate nei periodi giusti".Il progetto Ageos, Agenzia del Gabon di studio e osservazione spaziale, è finanziato con 9 milioni di euro grazie a un accordo di conversione del debito gestito dall'agenzia francese per lo sviluppo, ed è nato durante la conferenza internazionale sul clima del 2007.(immagini AFP)