Milano, (TMNews) - Sbucciare una cipolla, affettare zucchine o sfilettare del pesce. Mansioni da casalinga, non degne della cucina di uno chef. Almeno stando ai ristoranti francesi: nella patria della Nouvelle cusine sembra infatti che i ristoratori a verdure fresche, pentole in rame e fornelli, preferiscano preparati industriali, capienti congelatori e microonde. La fama della cucina d'Oltralpe, a lungo andare, ne ha risentito, al punto da far indignare 15 grandi nomi dell'alta gastronomia, dal tre stelle Michelin, Alain Bocuse a Ducasse passando per Rebuchon. Di qui l'idea di introdurre la denominazione di Ristorante di qualità, una sorta di garanzia per l'autenticità dei piatti."Questa iniziativa - spiega Ducasse - serve per aiutare i ristoratori che lavorano da soli nella propria cucina, che forse hanno bisogno di mettersi in rete. Li aiuteremo a identificare meglio il proprio prodotto in modo da poter esporre sulla propria porta la passione, l'ambizione di fare al meglio il proprio lavoro utilizzando prodotti locali".Per avere questo riconoscimento, sono banditi i piatti precotti e deve essere assicurata l'ospitalità: "I criteri essenziali - spiega Alain Douturnier - sono dare il buongiorno, ricevere, saper prendersi cura del cliente perchè l'ospitalità è compito del patron. E poi c'è l'autenticità nella cucina, saper cucinare prodotti naturali, scegliendo prevalentemente cibi locali freschi".Il rischio che questa diventi l'ennesima certificazione di qualità è concreto, ma la volontà di riscattare la propria cucina sembra essere più forte. E chissà che non si scoprano così maestri più bravi di Bocuse nel preparare un autentico coq au vin.(fonte Afp)