Roma, (askanews) - In Bulgaria c'è un prodotto dalla composizione complessa che si vende a peso d'oro: è l'olio di rosa, indispensabile all'industria cosmetica e che può costare fino a 7.500 euro al litro. Sono le 6 del mattino quando i raccoglitori sono già all'opera nella Valle delle rose, come Totka Hristova: "Raccogliamo solo le rose bene aperte perché producono più olio, le altre le lasciamo per domani".Per un mese, in primavera, si svolge il rito della raccolta. I petali sono poi utilizzati per estrarre il celebre olio. Una produzione che dipende dal clima eccezionale della vallata, dove il fiore è stato introdotto diversi secoli fa dall'Iran.Per fare l'olio di rosa servono tantissimi petali almeno 3,5 tonnellate per appena un litro. I fiori raccolti sono lavorati il giorno stesso per mantenerne la freschezza. I sacchi di petali vengono versati in una cisterna con l'acqua, e il liquido che ne esce per condensazione passa attraverso i tubi. Il proprietario della distilleria Filip Lisicharov spiega: "Il primo distillato di rose arriva in questo tubo e va nel contenitore. Poi avviene la seconda distillazione, la coobazione in questo contenitore a cono, e il doppio distillato va nel contenitore 'fiorentino', qui il prezioso olio di rose bulgare resta separato, resta in superficie, perché più leggero, e si estrae da lì".Ogni anno in media la Bulgaria, secondo produttore mondiale, secondo solo alla Turchia, esporta 1.500 litri di olio di rosa in tutto il mondo. Da poco ha ricevuto una denominazione di origine controllata per il suo prezioso olio essenziale, un'etichetta con la quale il paese spera di rafforzare la sua immagine presso gli acquirenti.(immagini Afp)