Roma, (askanews) - Tutte le sere, a Hinthada, nel cuore della Birmania, Aung Myo Tun prende la sua canoa in legno, attraversa il fiume per arrivare nella sua abitazione, una palafitta in mezzo all'acqua, e trascorrere la notte con la sua famiglia: la moglie, sei figli e la sua matrigna. Ma prendere sonno non è affatto facile in questo riparo di fortuna, a pochi centimetri dall'acqua."Con le forti piogge, la nostra baracca è invasa dall'acqua. Siamo dovuti andare in un altro villaggio, perchè non potevamo più restare qui", racconta. "È pericoloso quando arrivano le inonandazioni, sorvegliamo i nostri bimbi giorno e notte; sono ancora piccoli per poter nuotare. Appena si alza il livello di emergenza, prendo i miei sei figli e li carico sulla barca per portarli al salvo in un villaggio vicino".Aung ha 39 anni, cerca di sbarcare il lunario con piccoli lavoretti agricoli. Ma la sua famiglia sopravvive grazie agli aiuti e alla solidarietà che arrivano dagli abitanti delle zone vicine, meno colpite dalle inondazioni. Quest'anno la zona di Aung e della sua famiglia è stata messa in ginocchio dalle violenti inondazioni. L'ultimo bilancio ufficiale parla di oltre 100 persone morte e un milione ferite dal 30 luglio. Le autorità hanno proclamato lo stato d'emergenza, chiedendo l'aiuto della comunità internazionale.(Immagini Afp)