Milano, (askanews) - Pressione fiscale alle stelle, praticamente triplicata negli ultimi tre anni con un gettito passato da 9 a 25 miliardi di euro, e rendite per i proprietari ridotte al lumicino, intorno all'1%. E' la fotografia impietosa scattata da Assimpredil Ance, l'Associazione, che raggruppa le imprese di costruzione delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, in una ricerca presentata durante il convegno "La casa nel mirino" organizzato per denunciare una situazione ormai insostenibile e per chiedere al governo una revisione complessiva del sistema di tassazione degli immobili e non interventi mirati ma spesso inefficaci come fatto fino ad oggi. Il presidente di Assimpredil Ance, Claudio De Albertis."Noi pensiamo che tutti gli interventi fatti siano interventi interventi spot. C'è bisogno di una rivisitazione complessiva. O si capisce che questo settore che rappresenta il 10% del Pil, il 18% con l'indotto e che da lavoro all'80% di tutti i settori manifatturieri di questo paese, è il settore chiave per la ripresa e quindi si da vita a una rivisitazione complessiva della fiscalità o non si va da nessuna parte".Dalla ricerca di Assimpredil Ance, infatti, è emerso un paradosso insostenibile per le imprese di costruzione: considerando le imposte locale, oggi a essere penalizzate maggiormente sono le imprese che non riescono a vendere gli immobili realizzati perchè oltre ai mancati incassi devono fare i conti con un fisco che non prevede alcun meccanismo di compensazione.