Budapest (askanews) - I quattro sospetti trafficanti di uomini, arrestati in Ungheria in seguito alla tragedia dei 71 immigrati trovati morti nella stiva di un Tir su un'autostrada austriaca, vicina al confine, giovedì 27 agosto 2015, sono stati portati nel palazzo di giustizia di Kecskemet a 90 Km da Budapest per essere ascoltati dai magistrati che indagano sulla vicenda.Sui corpi sono iniziate le autopsie, intanto i magistrati hanno chiesto che i sospetti, 3 cittadini di nazionalità bulgara e un afgano tra i 30 e i 50 anni, restino in carcere per almeno un mese durante le indagini, in ragione della natura particolarmente cruenta del crimine: omicidio plurimo conseguente al traffico di esseri umani."Noi non incolpiamo nessuno - ha precisato il procuratore del Tribunale di Kecsekemeth - non vi è ancora alcuna accusa formale. Ci sono delle indagini in corso, i quattro detenuti sono solo dei sospetti".Secondo le indagini i profughi, 59 uomini, 8 donne e 4 bambini, quasi sicuramente tutti di nazionalità siriana, sono morti soffocati nel cassone del Tir abbandonato sulla corsia d'emergenza dell'autostrada. Per l'accusa, tuttavia, i 4 sono pesci piccoli, probabilmente bassa manovalanza di un'organizzazione criminale molto più ampia, con radici in Ungheria e Bulgaria.Nel frattempo in Inghilterra è stato rilasciato l'autista italiano del camion nel cui cassone sono stati trovati 27 clandestini. Gli inquirenti hanno accertato che era all'oscuro dei fatti e che i profughi erano saliti a bordo del suo camion frigo a sua insaputa.(Immagini Afp)