Roma, (askanews) - "Abbiamo parlato troppo, adesso per rispetto a questi 700-900 morti dobbiamo stare zitti e rimboccarci le maniche e partire sulla progettualità concreta nel coinvolgimento di tutti coloro che possono fare qualcosa a partire anche dalla comunicazione corretta su questo fenomeno e dalla educazione alla mondialità perchè questo è uno degli effetti della globalizzazione e su questo versante pare che nessuno ammetta che si possa tornare indietro". E' la condanna che arriva da monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, all'indomani della strage di migranti nel Mar Mediterraneo che ha provocato centinaia di morti."Sono convinto che su questo versante, per quanto riguarda l'Italia sul versante europeo, e la Sicilia sul versante nazionale - sottolinea mons. Mogavero in questa intervista telefonica - abbiano delle precise responsabilità. Ho la sensazione che fin qui l'Italia si sia limitata a stendere la mano in una forma di accattonaggio nei confronti dell'Europa per essere sovvenzionata nelle politiche dell'emergenza accogliente, non pensando che in questo modo il problema non viene affrontato alla radice. Bisogna guardare ai paesi d'origine, alla situazione libica che è drammatica e intricatissima"."Ci abitueremo anche alle grosse cifre, ai morti a tre cifre, speriamo non a 4 cifre, e a quel punto veramente è morta la pietà ed è morta una fetta di umanità"."Illudersi che fra una settimana, fra 6 mesi, fra 5 anni, tutto questo è finito, è veramente da sciocchi e da sprovveduti. L'informazione deve sollecitare le persone ad avere una consapevolezza per fare una pressione forte su chi deve elaborare progettualità e porre decisioni".