Bruxelles (askanews) - "Mi sembra un passo avanti molto significativo. Tecnicamente parlando, per mesi ci hanno detto. È un problema vostro, stavolta si sono accorti che è un problema anche loro".Così il premier Matteo Renzi, parlando a Bruxelles a margine del vertice dei leader europei sull'immigrazione, ha commentato il raggiungimento di un accordo sulla crisi che prevede la redistribuzione tra tutti i Paesi europei di 120mila rifugiati. A novembre partiranno i famosi "hotspot", i centri per l'identificazione e la registrazione (con impronte digitali) dei migranti, che dovranno operare la prima selezione fra richiedenti asilo e "migranti economici"."Fino a qualche mese fa, quando dicevamo che questa questione riguardava tutti, ci guardavano male - ha detto Renzi - da qui alla fine dell'anno, dandoci l'obiettivo ambizioso di novembre 2015, tutti i paesi hanno la possibilità di dare una mano e non soltanto sugli hotspot, ma anche sulla relocation, cioè la divisione dei richiedenti asilo e dei profughi, e sulla necessità dei ritorni, non gestito dai singoli Paesi ma dall'Unione europea e dalla Commissione".Un passo alla volta, secondo Renzi si va verso il superamento del regolamento di Dublino che stabilisce quale debba esserelo Stato membro dell'Unione europea competente a esaminare una domanda di asilo o di riconoscimento dello status di rifugiato, in base alla Convenzione di Ginevra."Nel momento in cui si dice che bisogna lavorare allo stesso tempo su hotspot, relocation e return - ha concluso il premier - per dirla con un'espressione latina, visto che il mio inglese non è granché, 'simul stabunt, simul cadent'. Queste cose stanno insieme e se non stanno insieme non va avanti nessuna delle tre. Nei fatti il superamento c'è, ma va gestito perché ci sono le opinioni pubbliche dei singoli Paesi. È un po' come la flessibilità, un passettino alla volta ci arriviamo".