Budapest (askanews) - Centinaia di migranti, in maggioranza siriani, si sono accampati fuori dalla stazione di Keleti, il principale scalo ferroviario di Budapest che resta chiuso dopo gli scontri dei giorni scorsi tra le forze dell'ordine e i profughi che, con regolare biglietto alla mano, tentavano di partire per l'Austria o la Germania."Dopo tante chiacchiere non ci sono parole per descrivere la nostra situazione - dice questo ragazzo - continueremo a protestare nei prossimi giorni, mesi e anni, se necessario. Vogliamo che i nostri diritti siano rispettati, abbiamo il diritto di passare attraverso questa nazione, non vogliamo certo restare a dormire qui per strada"."La maggior parte di queste persone ha comprato un biglietto - aggiunge questo giovane - eppure, inspiegabilmente la polizia ha buttato i siriani fuori dalla stazione ed ecco il risultato sotto i vostri occhi"."Persone normali, anormali, con o senza educazione, medici, ingegneri, tutti resteranno qui fino a quando non si potrà partire in treno per la Germania", conclude quest'uomo.Il primo settembre ci sono stati momenti di tensione nella stazione con la folla di migranti che inneggiava alla Merkel e chiedeva di poter partire per il paese tedesco.Solo nel mese di agosto, circa 50mila migranti sono entrati in Ungheria, i più con la speranza di poter raggiungere la Germania. Lunedì 31 agosto centinaia di migranti erano stati fatti salire sui treni diretti a Vienna, Monaco e Berlino facendo registrare nella capitale austriaca un flusso record di 3.650 arrivi in un solo giorno.(Immagini Afp)