Coregliano calabro (askanews) - Volti stanchi, segnati dalla fatica. Sguardi persi nel vuoto in cerca di un futuro, in cerca di una speranza. Le magliette dei miti del calcio mondiale usate per ripararsi la testa, quasi un feticcio, simbolo di un ideale di vita che resta irraggiungibile eppure ora sembra essere molto più vicino.Duecentocinquataquattro migranti sono sbarcati dalla nave "Corsi" della Guardia Costiera nel porto di Coregliano Calabro, in provincia di Cosenza. Gli immigrati di varie nazionalità, 180 uomini, 69 donne, tra cui 2 incinte e 5 minori, sono per lo più in buone condizioni di salute. Due i feriti ma non in modo grave.Sul posto, coordinati dalla prefettura di Cosenza e, in prima persona, dal prefetto Gianfranco Tomao, ci sono le forze dell ordine, i sanitari del 118 e i volontari della protezione civile che hanno accolto i profughi, assicurando loro un servizio di assistenza e primo soccorso.In polemica il comune di Coregliano, con il sindaco Giuseppe Geraci che nei giorni scorsi ha dichiarato di non avere ricevuto rimborsi e non avere più fondi a disposizione per accogliere nuovi migranti dopo i precedenti sbarchi nel comune cosentino.Intanto, altri 683 migranti, salvati nel canale di Sicilia, sono stati portati a Messina dalla nave della Guardia costiera "Di Ciotti". A bordo anche due cadaveri.