Washington (askanews) - La cavalcata di Donald Trump in cerca di una nomination per le prossime elezioni presidenziali Usa nelle praterie desolate del partito repubblicano, e che oggi appare irresistibile, suscita reazioni anche in campo democratico.La candidata all'investitura Hillary Clinton l'ha presa un po' alla larga. Nel corso di una riunione elettorale a North Charleston, in South Carolina, l'ex segretario di Stato ha affrontato anche la questione del razzismo negli Stati Uniti, secondo alcuni con un chiaro riferimento trasversale a Trump."Oggi vediamo molte barriere, barriere in campo economico, in campo sanitario, in campo educativo. E dobbiamo anche riconoscere che un razzismo sistematico è tuttora un problema negli Stati Uniti".Chi ha deciso di affrontare di petto la questione Trump, come nel suo stile, è stato il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden che lo ha duramente attaccato, pur senza nominarlo direttamente, nel corso di una visita ufficiale in Messico, definendo pericolosa e inquietante la retorica contro gli immigrati messicani del candidato repubblicano alla Casa Bianca."Abbiamo dovuto assistere a una retorica dannosa e incredibilmente scorretta e mi sento di affermare di essere quasi costretto a scusarmi per alcune dichiarazioni fatte da colleghi politici a proposito del Messico e del popolo messicano" ha detto Biden. "È una stagione elettorale incandescente e voglio che sappiate che la rovente retorica che avete udito da parte di alcuni dei candidati alla nomination presidenziale non rappresenta l'opinione degli statunitensi", ha concluso il vicepresidente.(Immagini Afp)