Roma, (askanews) - Non ci saranno a Rio, in Brasile, ma i surfisti potranno partecipare alle prossime Olimpiadi di Tokyo nel 2020. Il surf infatti è stata riconosciuta nuova disciplina olimpica, insieme allo skateboard, all'arrampicata sportiva, al karate e al baseball-softball.

E gli appassionati della tavola e delle onde già non stanno nella pelle, anche se la maggior parte di loro ha sempre sostenuto che surfare non vuol dire praticare uno sport, si tratta più di uno stile di vita, una filosofia. A Tokyo verranno prodotte onde artificiali con dei macchinari appositi e alle competizioni parteciperanno 40 surfisti, 20 uomini e 20 donne, pronti a contendersi le prime medaglie in assoluto nella storia del surf.

"Le Olimpiadi? Se le fanno devo esserci assolutamente", ha detto Sage Ericson che già partecipa ai campionati del mondo.

"Mi piacerebbe tanto rappresentare il mio Paese alle Olimpiadi - ha confessato Coco Hu - sarà interessante vedere come si cavalcano le onde di una piscina".

E anche chi ha snobbato sempre le etichette e continua a parlare del surf come di un modo di essere, si rende conto che un'Olimpiade è qualcosa di speciale.

"Per forza, voglio esserci, sono le Olimpiadi, l'evento sportivo più importante in assoluto - ha affermato Kanoa Igarashi - spero di esserci e se ci sarò, sicuramente lotterò per la medaglia d'oro".