Roma (TMNews) - Ad Auschwitz aveva tre anni. Menachem Bodner, sopravvissuto al lager, ora racconta la propria straziante storia familiare. "Ricordo mia madre, come era vestita, aveva una gonna verde con dei fiori e una maglia bianca. Poi nella stanza c'era un letto e mio fratello stava dormendo. Ricordo di avere un fratello", racconta l'uomo.Fino a pochi mesi fa, Menachem, ora 73 anni, non immaginava che suo fratello potesse essere ancora vivo. Aveva appena quattro anni quando fu liberato dal campo di sterminio, e nella grande confusione non ricorda come mai fu separato da suo fratello."Stavo nel campo di concentramento - ricorda - venne un uomo che stava cercando sua moglie e suo figlio, io ero davanti a lui e gli chiesi se voleva essere mio padre, mi prese tra le sue braccia e mi portò fuori". Così quell'uomo portò il bimbo in Israele e gli diede nome Menachem. Per tanti anni, il padre adottivo ha cercato disperatamente la famiglia di Menachem, ma senza successo..Lo scorso anno, grazie a un nipote, Menachem ha tentato di nuovo, postando l'annuncio su internet, accompagnato dalla sua foto e da una foto di famiglia.La genealogista Ayana Kimron ha risposto al post, sottolineando che quel bimbo della foto non era Menachem. Perchè? Analizzando il numero impresso sul braccio - A7733 - l'esperta ha scoperto che Menachem era Eli Fottesman e aveva un fratello, gemello, identificato col numero A7734, di nome Jeno. Menachem ha creato una pagina su Facebook, A7734, per cercare di trovare suo fratello gemello. La ricerca non è ancora terminata, ma intanto Menachem sta ritrovando se stesso.