Roma, 22 nov. (TMNews) - La svolta di Papa Bergoglio, un "mago" della comunicazione, l'importanza della parola di Dio e il rischio che la parola dell'uomo degeneri in chiacchiera, e ancora, la necessità che vescovi e cardinali imparino un linguaggio più immediato e caloroso. Il cardinale Gianfranco Ravasi ha ricevuto la laurea "honoris causa" in comunicazione dalla Lumsa. Per il ministro della cultura del Vaticano, però, è anche l'occasione per ricordare l'incontro che proprio all'università cattolica, tre anni fa, aveva avuto con Carlo Lizzani. A ottobre scorso, il grande regista si è suicidato gettandosi dal balcone della sua casa romana."Il figlio mi ha scritto una bellissima lettera dopo la morte del padre, io gli ho risposto e lì ho un rimpianto che posso dire perché parlando poi con Lizzani, che era stato molto coinvolto nel discorso che avevo fatto in quell'occasione e lui, parlandomi così, aveva rivelato già a me una sua visione un po' amara della vita e soprattutto aveva detto: noi adesso dobbiamo avere da questo momento in avanti l'occasione di incontrarci di più"Quel secondo incontro non è mai avvenuto. E Ravasi, uomo di Chiesa abitutato a dialogare anche con chi è lontano dalla fede, oggi non ha parole di condanna ma di amarezza."Purtroppo la situazione delle esistenze di ciascuno ha divaricato le nostre strade, non ci siamo più incontrati e quindi, anche se sicuramente l'esito non dipendeva da questi incontri, però a me è rimasto un po' di nostalgia di non aver potuto ascoltare, comprendere un percorso umano così grande anche nella sua tragicità"