Roma, (askanews) - E' stato il direttore artistico della sala da concerto Bataclan dal 1976 per quasi quarant'anni. Joel Laloux aveva venduto al gruppo Lagarde appena due mesi fa, in settembre, per trasferirsi a Ashdod in Israele, ma mantiene una responsabilità nella gestione.Se i terroristi hanno scelto il Bataclan per la carneficina del 13 novembre, dice, è proprio per il successo del locale. "Quando al Bataclan si fa un concerto o una serata, ci sono certamente 1.500, 2000 persone. E' chiaro che può essere un fattore di scelta".Laloux rifiuta l'idea che le sue origini ebraiche abbiano pesato sulla scelta dei terroristi. Il Bataclan era una sala per cerimonie qualunque nel '76, quando lo rilevò assieme al padre e al fratello Pascal che curava il bar.Per quella sala diventata luogo di aggregazione sono passati in tanti, da Lou Reed a Prince a Stromae. E adesso? "All'inizio ho pensato che io e i proprietari attuali potremmo riempire di nuovo quella sala, farne un santuario, ma sa, gli artisti sono superstiziosi - dice - Però io ci spero. Il Bataclan è come mio figlio. Con lo slancio di solidarietà che ho visto sorgere in Francia, in Europa, nel mondo, uno slancio talmente grande, spero ci sia la volontà per fare in modo che quel posto non sia assassinato".