Roma, (TMNews) - "Si può valutare in 10 mila coppe l'anno la domanda in Italia per la fecondazione eterologa" lo afferma in questa videointervista a TMNews il professor Pasquale Bilotta, Direttore scientifico di Alma Res, uno dei primi centri italiani che effettua dal 1989 la fecondazione assistita, praticata nel nostro Paes da 360 centri autorizzati, per la maggior parte privati. L'eterologa è al centro di un contrasto politico-istituzionale, dopo la sentenza della Corte Costituionale che ha abolito i vincoli che la impedivano in Italia. La ministro della Saute Lorenzin aveva predisposto un decreto, ma il Governo ha deciso di rimettere la materia al Parlamento chedendo ai centri di fecondazione di aspettare la futura normativa. Nei giorni scorsi, tuttavia, il neopresidente della Corte Costituzionale Tesauro ha detto che non c'è vuoto legislativo e dunque si può procedere. In questa situzione confusa, come si stanno comportando gli operatori? "Noi operatori - dice Biclotta - dopo la sentenza della Consulta che ha dato il via libera alla fecondazione eterologa abbiamo cominciato, così come lo stesso presidente Tesauro ha ribadito, a preparare le donatrici, a controllarle sotto l'aspetto infettivologico e genetico e a consultare le coppie che chiedono la fecondazione eterologa e quindi a esaminarle per quello che riguarda la loro possibilità di accedere a questo tipo di programma. Noi centri facciamo riferimento a ciò che stabilisce il mondo scientifico. Ci sono organismi e società scientifiche internazionali, come la Food and Drug Administration o l'Associazione americana per la medicina della riproduzione, che hanno emanato delle linee guida per la fecondazione eterologa che prevedono gli esami e gli accertamenti che debbono essere fatti alle donatrici e i range in cui le coppie debbono rientrare per accedere alla fecondazione eterologa, o il numero delle donazioni possibili per singolo donatore o le caratteristiche dei donatori. Sono oganismi che non possono essere messi in discussione e le cui linee guida noi, mondo scientifico italiano, intendiamo adottare". Bilotta ritiene poi "molto difficile" che la fecondazione eterologa possa essere messa a carico del Servizio sanitario nazionale e praticata nelle strutture pubblicho o accreditate perchè "ci sono un serie di costi, per le donatrici di ovuli, sia per le analisi cui debbono essere sottoposte, che rendono molto improbabile che il Servizio sanitario nazionale se ne possa fare carico". Circa 20 mila coppie italiane sono andate all'astero negli ultimi anni. Oggi quale può essere la "domanda" di fecondazione eterologa nel nostro Paese? "Moltissime coppie stanno cercando in questi giorni di rivolgersi alle strutture italiane. Almeno 10 mila coppie l'anno sono il numero di coppie che hanno bisogno di questo tipo di servizio. Il Governo e il ministro della Salute dovrebbero riflettere sul fatto che in questi dieci anni di divieto della fecondazione eterologa migliaia di coppie si sono dovute rivolgere all'estero, con grandi costi e disagi. La Corte Costituzionale ha detto che questo non dovrà più accadere".