Milano (TMNews) - "Una violenta lotta contro la burocrazia, non abbiamo alternative". Il presidente del Consiglio ha promesso battaglia contro la lentezza e le vischiosità burocratiche che "mettono i bastoni tra le ruote" a cittadini e imprenditori, al posto di "incoraggiare" chi apre un'azienda.Il premier, che ha parlato al Salone del mobile alla Fiera di Milano, senza rinunciare a toni ottimistici, ha rilanciato il tema delle riforme, a cominciare da un nuovo concetto della stessa classe politica, passando per l'abolizione delle Province e del Senato elettivo e dalla riduzione degli stipendi dei manager pubblici perché ha detto: "C'è un'Italia viva che ce la può e ce la deve fare, a patto che si prendano impegni precisi"."Io son lì per cambiare l'Italia - ha detto - se il Palazzo deve cambiare me allora vuol dire che non sono adatto e quindi su questa vicenda andremo avanti fino in fondo con determinazione e con decisione sapendo che non stiamo facendo una battaglia per un principio ideologico".Il premier, infine, ha sottolineato l'importanza di ridare "valore, bellezza e dignità al lavoro" attraverso la semplificazione delle regole."Che non vuol dire precarizzare, anche perché più precari di così dovete spiegarmelo che cosa vuol dire".