Roma, (askanews) - Una vita spesa per "aiutare i bisognosi, concretamente e oggi": "Madre Teresa diventa una fonte di ispirazione per tutti noi; dobbiamo guardare alla sua vita come un modello cristiano". Così padre Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di canonizzazione di madre Teresa e membro del ramo maschile dei missionari della carità, ricorda la suora albanese che diventerà santa domenica 4 settembre, con una solenne cerimonia presieduta in Vaticano da Papa Francesco.

"Per le Missionarie della carità e per moltissima gente - dice padre Brian - madre Teresa era già una santa. E penso che questa canonizzazione non cambi il lavoro che è stato fatto, che le suore fanno, non produrrà cambiamenti. Speriamo anzi che ci ispiri a svolgere il nostro lavoro con maggiore fede e maggiore amore".

Padre Brian conobbe Madre Teresa di Calcutta nel 1977 e la seguì poi fino alla morte nel 1997.

"La canonizzazione è importante per noi. Ovviamente per Madre Teresa non cambierà nulla. Resta come sempre. Ma questa canonizzazione è per noi. È per dire ufficialmente che Madre Teresa è un esempio per tutti noi che possiamo guardare alla sua vita come un modello cristiano".

"Madre Teresa - prosegue il postulatore - considerava la sua missione come una missione di aiuto immediato ed efficace per l'oggi. Chi sono le persone che hanno bisogno di aiuto oggi, chi sono gli affamati oggi, chi sono i senza tetto oggi. Certamente, la dottrina sociale della chiesa guarda anche alle cause, alla pace, alla giustizia. Ma la vocazione specifica di Madre Teresa era l'aiuto immediato".