Roma, (askanews) - Si terrà lunedì la direzione del PD voluta da Matteo Renzi per discutere sulla riforma del Senato ormai approdata in aula- e per contare i voti dei dissidenti. E intanto il partito continua a lacerarsi. Nella sede del Nazareno, all'assemblea di Campo democratico i recalcitranti della minoranza restano sulle loro posizioni: la riforma deve essere rivista, in particolare inaccettabile è l'elezione indiretta dei cento senatori.I renziani della maggioranza cercano una ricomposizione ma chiedono lealtà. Ettore Rosato, capogruppo del Partito alla Camera: "Siamo aperti al confronto. C'è un principio sempre rispettato secondo il quale ciò che è stato votato in doppia conforme non si modifica più. All'interno di questo principio tutte le mediazioni sono ben accolte", conclude.Oggetto del contendere è soprattutto l'articolo 2 della riforma, già approvato sia da Camera che Senato ma con una piccola modifica. Così com'è ora, esclude l'elezione diretta dei senatori. La questione per Renzi è chiusa, mentre i ribelli Pd vogliono riaprire gli emendamenti sull'articolo.La decisione procedurale è nelle mani del presidente del Senato, e Pietro Grasso risponde con una battuta: no, non mi faccio tirare per la giacchetta: "Ho giacche rinforzate", replica con ironia a una giornalista.