Parma (askanews) - Il Parma è ritornato in campo domenica contro l'Atalanta. Ma è cambiato qualcosa? Un giorno di tregua nel disastro finanziario del club strozzato da 200 milioni di euro di debiti. Vittima di una gestione catastrofica, il Parma non paga i propri dipendenti, calciatori compresi, da sette mesi. Per non falsare il campionato di serie A la Lega Calcio ha sbloccato cinque milioni di euro, ma secondo l'allenatore Roberto Donadoni non cambierà niente"Finché non sarà dichiarata fallita la società nessuno vedrà un euro", ha detto. Il destino del Parma passa infatti dal Tribunale. Il 19 marzo si dovrebbe pronunciare sul fallimento. Secondo Donadoni un rischio del genere, purtroppo, vale anche per altri club italiani."Almeno tre quarti delle squadre di serie A sono indebitate per milioni di euro", ha sottolineato il mister gialloblu. Secondo il sindaco pentastellato di Parma Federico Pizzarotti bisognerebbe fare tabula rasa di tutto per ripartire. "Bisogna utilizzare questa parabola negativa del calcio italiano per rifondarne i valori. Meglio ripartire dalla D con una persona onesta che restare anni in serie B con uno speculatore finanziario", ha detto il sindaco.I tifosi ricordano con nostalgia il Parma di Cannavaro, Buffon, Thuram e i titoli vinti in Europa negli anni Novanta. Ma anche oggi, nonostante le delusioni, non smettono di sostenere la squadra. "L'unica cosa che chiediamo è questa: chi ci ha portato fin qui deve pagare", ha detto un tifoso.(immagini Afp)