Roma, (askanews) - "Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare". Così Papa Francesco ha ricordato ai cattolici e alla stessa Chiesa il messaggio evangelico, proprio nei giorni in cui nuove rivelazioni della stampa hanno messo a nudo lo stile di vita lussuoso di molti cardinali, suggerendo anche il frequente uso per interessi privati di ingenti ricchezze pubbliche del Vaticano.Le parole di Francesco sono state raccolte in un'intervista algiornale di strada olandese Straatnieuws, ma il pontefice è tornato sui temi morali anche nella messa mattutina a casa Santa Marta, in cui ha voluto ricordare "la radicalità del Vangelo, della chiamata di Gesù Cristo: servire, essere al servizio, non fermarsi, andare oltre sempre, dimenticandosi di se stessi". Il Papa ha invece osservato, che "anche nella Chiesa ci sono questi, che invece di servire, di pensare agli altri, di gettare le basi, si servono della Chiesa: gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi. Quanti sacerdoti, vescovi abbiamo visto così".Un fatto che il Papa definisce "triste", proprio mentre impazza un nuovo capitolo dello scandalo "Vatileaks", sull'onda della pubblicazione di due libri giornalistici, "Via Crucis" di Gianluigi Nuzzi e "Avarizia" di Emiliano Fittipaldi. Nel primo, in particolare, si parla di una "quasi totale assenza di trasparenza nei bilanci della Santa Sede" e di come solo una minima parte dei soldi previsti per la beneficenza siano davvero usati a quel fine; nel secondo vengono denunciate spese pazze - e poco trasparenti - di molti cardinali, incluso George Pell, messo dallo stesso Papa a capo della segreteria per l'Economia con l'obiettivo di riformare le finanze vaticane.Per la fuga di notizie sono indagati la lobbista Francesca Chaouqui e il monsignore spagnolo Vallejo Balda. Ma mentre ufficialmente il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha parlato di "pubblicazione alla rinfusa di una grande quantità di informazioni differenti, in gran parte legate a una fase del lavoro ormai superata" dalle stesse riforme messe in moto da Francesco, le parole del Papa sono risuonate come un monito per chi nel Vaticano ha raggiunto uno status e vive "comodamente senza onestà, come quei farisei dei quali parla Gesù che passeggiavano nelle piazze, facendosi vedere dagli altri".