Turisti stranieri da record in Giappone, ma ancora quasi nessuno va nel Tohoku, che nel marzo 2011 fu devastato dallo tsunami. La sfida fatta propria dal governo nazionale è quella di cercare di fare del turismo uno dei pilastri della rivilitalizzazione regionale. Il progetto più qualificante, in questo senso, potrebbe esser chiamato “I sentieri dello tsunami”: non un turismo della disgrazia (del resto, oggi le visibili testimonianze della tragedia sono per lo più scomparse), ma la valorizzazione del “Parco Nazionale della Ricostruzione” (secondo il nome provvisorio assegnato, anche alla luce dei contributi arrivati dall'estero) che prevede un percorso attrezzato di 700 chilometri lunga la spettacolare costa del Sanriku. Dovrebbe essere completato tra un anno, da Hachinohe a nord fino a Matsukawaura, nella provincia di Fukushima. Un progetto senza precedenti che intende combinare ecoturismo e contatto con le tradizioni locali. Da un canale di Hachinohe partono le escursioni turistiche con l'houseboat “Yakatabune”, che arrivano a ridosso del santuario shintoista dell'isola di Kabushima, “tesoro nazionale” in quanto luogo in cui convergono, anche per la riproduzione, decine di migliaia di gabbiani. La base del santuario è il punto iniziale del “Michinoku Coastal Trail”.