Kampur (India)(TMNews) - È il fiume più venerato dell'India. Gli indù si bagnano nel Gange per purificarsi, pregare o magari solo per rinfrescarsi.Ma queste acque trasportano un inquinamento di proporzioni colossali: acque reflue, residiui industriali e spazzatura.Vijay accompagna i pellegrini sul Gange da 15 anni e offre una fotografia impietosa della situazione."Stamattina circa 200 persone sono venute per bagnarsi nel fiume ma se ne sono andati senza mettere piede in acqua a causa dei pesci morti e del fetore".Lungo oltre 2.500 km, il Gange è un elemento vitale per i 400 milioni di indiani che abitano lungo le rive. Ma il livello delle acque si abbassa sempre più a causa dei prelievi agricoli mentre gli scarichi fognari rendono impure le sue acque.Il premier indiano Narendra Modi, forte del suo recente successo elettorale, ha promesso di fare della ripulitura del Gange una priorità del suo governo.Ma dovrà lottare contro le industrie inquinanti. A Kampur la lavorazione del cuoio è una dei responsabili maggiori dell'avvelenamento del fiume. Le pelli animali vengono trattate da quasi 400 concerie che scaricano nel Gange milioni di litri di acqua inquinata. Le soluzioni non sono facili come spiega un dirigente del Comitato per lo sviluppo di Kampur. "Sostituire le industrie non è possibile. Bisogna allora pensare a creare grandi stazioni di filtraggio delle acque".La questione è urgente perché i problemi dell'inquinamento possono rapidamente trasformarsi, in un paese ad alta densità abitativa come l'India, in drammatici problemi sanitari.La sfida del neo primo ministro sarà molto impegnativa.(Immagini Afp)