Niamey, Niger (askanews) - Il Niger sempre più in difficoltà di fronte all'offensiva islamista. Già alle prese con le milizie che operano tra la Libia e il Mali, ora deve vedersela anche con le incursioni dei Boko Haram, in partenza dalle loro basi in Nigeria.Da Bilma, località nel nord del Niger, regione al confine con la Libia meridionale, il presidente Mahamadou Issoufou ha esortato il suo popolo alla mobilitazione contro i miliziani islamisti nigeriani che colpiscono il sud-est del paese.Una situazione che si fa sempre più complicata anche perché il governo di Niamey da anni deve fronteggiare altri attacchi di gruppi legati ad al Qaida nel nord e l'ovest del suo territorio. Oggi, dai primi di febbraio, la regione di Diffa, al confine con il nord-est nigeriano diventato feudo dei Boko Haram, è entrata nel mirino dell'offensiva islamista. Ribaltando dal nord al sud nigerino le priorità della sicurezza, anche perché gli insurgents sono riusciti a cooptare gruppi di giovani locali.L'attacco dei Boko Haram non giunge a caso dato che il Niger è uno dei paesi più poveri del mondo e le scarse risorse devolute a garantire la sicurezza dello Stato si coniugano alle tensioni sociali che covano sotto traccia. Tuttavia il governo è riuscito a ottenere il via libera dal Parlamento per inviare 750 soldati in Nigeria, schierati nell'ambito di una forza multinazionale.Ma nella regione di Diffa, dove Niamey ha concentrato 3.000 uomini, la situazione regge solo grazie all'appoggio delle truppe del Ciad, la forza armata più affidabile, equipaggiata e addestrata della regione.(Immagini Afp)