Roma, (askanews) - E' passato un mese dal devastante terremoto che ha ucciso oltre ottomila persone in Nepal e in centinaia si sono radunati intorno alle rovine della torre Dharahara a Kathmandu per ricordare le vittime. Il sisma, seguito da un'altra forte scossa il 12 maggio, ha fatto crollare edifici in tutto il Paese, compresi templi storici, monumenti.Dopo l'inno nazionale, sono stati osservati 56 secondi di silenzio alle 11.56, ora precisa in cui la scossa di magnitudo 7.8 sulla scala Richter ha fatto tremare il Nepal lo scorso 25 aprile.Molto è stato fatto, si cerca di ricostruire per tornare alla normalità, ma secondo l'Unicef l'emergenza riguarda ancora soprattutto i bambini: ce ne sarebbero circa 70mila sotto i 5 anni a rischio malnutrizione. Anche le scuole, come la maggior parte degli edifici e il patrimonio storico sono state distrutte dal terremoto, e gli studenti sono al lavoro come tutti i nepalesi e sognano di tornare presto sui banchi, non perdendo la speranza per il futuro. Come Manisha, 11 anni."Abbiamo molti sogni e progetti per il nostro futuro, io spero, nonostante tutto di realizzarli". Il governo chiede agli altri Paesi di non dimenticare il Nepal e di continuare a aiutarli perché ancora molto resta da fare.