Genova (askanews) - "Chi inquina paga", parola del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti che ha effettuato un sopralluogo nel quartiere genovese di Fegino dove il 17 aprile 2016 c'è stata una grossa perdita di petrolio in seguito alla rottura di una tubatura dell'oleodotto che collega il porto petroli del capoluogo ligure alla raffineria Iplom di Busalla.Galletti, che ha visitato le aree più colpite in compagnia del prefetto di Genova e dell'assessore comunale alla protezione civile, ha spiegato che l'emergenza è ormai finita anche se c'è ancora tanto lavoro da fare. "Possiamo dire che in mare intanto ad oggi non abbiamo sentore d'inquinamento - ha detto - quello che c'è stato è stato asportato e questo mi fa molto piacere perché andiamo anche incontro alla stagione estiva e quello sarebbe stato un problema". "Guai a pensare che il lavoro sia finito oggi oggi abbiamo affrontato solo l'emergenza. Questo resta un disastro ambientale, quindi nessun trionfalismo". Durante il sopralluogo, Galletti ha incontrato anche alcuni abitanti della zona, preoccupati per la propria salute e quella dei propri familiari, oltre che per il danno ambientale. Anche per questo, secondo il ministro, è opportuno iniziare quanto prima l'opera di bonifica."Bisognerà prendere atto dei danni che si sono verificati, su questo costruire un progetto di bonifica, approvarlo e realizzarlo - ha concluso - sappiamo quello che dobbiamo fare e adesso proviamo anche a farlo".Il ministro dell'Ambiente, infine ha sottolineato di essere sempre stato in contatto nel corso dell'emergenza con il governatore della Liguria, Giovanni Toti, per smorzare le polemiche sollevate dall'assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone, che ha abbandonato la conferenza stampa organizzata nella sede della Capitaneria di porto per protestare contro l'arrivo in ritardo del ministro, affermando che è facile venire alle conferenze stampa quando i problemi sono ormai stati risolti.