Roma, (askanews) - Nel nord del Marocco una piccola fabbrica di formaggi diventa il simbolo del rilancio dell'agricoltura. Fa parte di un'associazione di 19 produttori che hanno ottenuto l'etichetta "regioni protette". Un riconoscimento creato dal governo nel 2008 per i prodotti di origine controllata."E' una questione di qualità", spiega Zined Errati, manager del caseificio Ajbane Chefchauen, Ajbane Chefchauen"I marocchini cominciano a chiedere prodotti controllati, i clienti cominciano a differenziare".Tanto che questa azienda ha raddoppiato la produzione."Vengo qui per il formaggio di capra perché è organico e conosco il locale, è pulito dice questo cliente".Il settore agricolo è importante in Marocco, rappresenta il 20 per cento del prodotto nazionale lordo e impiega il 40 per cento della forza lavoro. Il governo punta sempre di più sui piccoli agricoltori."Abbiamo olio d'oliva e datteri" dice Mohamed A Guerroj, direttore generale dell'agenzia per lo sviluppo agricolo del Marocco. "Abbiamo le clementine dal Berkane, abbiamo oltre duecento prodotti. Il Marocco ha grandi risorse. Per questo abbiamo dato priorità al piano "Marocco verde" con una roadmap e una strategia di sviluppo per la commercializzazione dei prodotti locali".Il mercato dei prodotti organici quindi aumenta ma affronta la competizione di prodotti di qualità inferiore. Un chilo di formaggio di origine controllata costa almeno 10 euro; un prezzo alto per i marocchini, soprattutto in tempo di crisi.