Roma, (askanews) - Nel vasto universo del kickboxing, il Lethwei, ovvero il pugilato birmano, è considerato il più violento. Si combatte colpendo con mani e piedi nudi e perfino con la testa; il suo motto è "tutto il corpo è un'arma". In questa disciplina, non ci sono vittorie a punti: se i concorrenti non si arrendono nei 5 round di tre minuti ciascuno, il match è nullo. Per vincere occorre mandare k.o l'avversario."E' uno sport difficile - dice Win Zin Oo, fondatore di un club di Lethwei - e per praticarlo bisogna capire cosa si cerca. Se si vuole combattere su un vero ring e a livello professionale, allora bisogna essere duri e coraggiosi. Ma si può praticare anche per restare in forma o come forma di auto-difesa. Dipende dall'obiettivo di ciascuno".L'arte marziale risale al III secolo, quando i monaci volevano intrattenersi e difendersi. Come tutti gli sport, anche il Lethwei ha sofferto nei cinque decenni del regime in Birmania. Ma ora sta tornando la sua popolarità, e questa disciplina attira sempre più sportivi e anche donne."Per me è un super passa-tempo - dice questa ragazza, studentessa di medicina - è uno sport tradizionale ma allo stesso tempo stimolante, in particolare per le donne. Spero di vedere sempre più donne praticare questa disciplina".Immagini: Afp