Nairobi, (TMNews) - Da quando nel luglio di quest'anno l'Inghilterra ha messo al bando il suo consumo, i produttori del Khat in Kenya hanno cominciato a temere per il loro futuro. Questa pianta, una droga leggera paragonabile all'anfetamina, è infatti la principale fonte di guadagno per decine di migliaia di agricoltori e commercianti."La Miraa, altro nome per il Khat, è culturalmente ed economicamente da rispettare - dice il reverendo Joseph - Se si lotta e si blocca la produzione di miraa, siamo economicamente finiti e le nostre genti non saranno più in grado di andare a scuola, non avranno più un posto dove dormire, e non potranno più andare in ospedale se si ammalano".Il Khat è un business lucrativo, con margini di guadagno molto più alti di altre coltivazioni. Il 15% del totale prodotto veniva esportato nel Regno Unito, un giro d'affari stimato intorno ai 7.5 milioni di dollari ogni anno. La decisione inglese, ultimo paese europeo a porre fine all'importazione, preoccupa i locali che sono abituati a masticare le foglie di questa pianta non solo per alleviare la fatica e i morsi della fame, ma anche in momenti di socialità. Ogni casa qui ha una pianta, anche nei giardini delle scuole ce ne sono.Ma evidentemente le autorità britanniche non la pensano allo stesso modo. E anche se l'Advisory council on the Misuse of drugs non ha trovato evidenze sulla pericolosità di questa sostanza, il ministero dell'Interno ha deciso per l'illegalità a tutela dei soggetti più deboli della società.(Immagini Afp)