Roma (askanews) - Matteo Renzi sfida il Parlamento sull'Italicum. E poco dopo aver posto la fiducia col governo scrive su Twitter: "La Camera ha il diritto di mandarmi a casa, se vuole: la fiducia serve a questo. Finché sto qui, provo a cambiare l'Italia". Un atteggiamento spavaldo, quello di Renzi, che ha trovato conforto nel conteggio dei voti nello scrutinio segreto alle pregiudiziali di costituzionalità all'Italicum, tutte respinte. Incandescente il clima in Aula, dove all'annuncio sulla fiducia del ministro Maria Elena Boschi è scoppiata la bagarre. Il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, ha parlato di fascismo renziano. "Non consentiremo il fascismo renziano", ha tuonato il deputato.E se i deputati del Movimento Cinque Stelle hanno definito dei "miserabili" i rappresentanti del governo, gli esponenti di Sel, con Arturo Scotto, hanno lanciato crisantemi in Aula. "Oggi si celebra il funerale della democrazia", ha dichiarato Scotto. Toni accesi anche nei confronti della presidente della Camera, da parte dei 5 Stelle, richiamati più volte dalla stessa Laura Boldrini. "Insultate pure, insultate, io sto dando motivazioni, complimenti", ha sbottato Boldrini.La minoranza del Pd, come era prevedibile, ha alzato i toni annunciando il no al voto di fiducia. Stefano Fassina ha fatto sapere su Twitter che così si "mina alle fondamenta la democrazia". Pippo Civati ha minacciato di lasciare il Pd prima di essere eventualmente cacciato. L'aula della Camera dovrà votare, a partire da giovedì 29 aprile. Il voto finale non dovrebbe invece avere luogo prima della prossima settimana.