La musica dell'inno ufficiale e la bandiera con i raggi sono le stesse della gloriosa Marina imperiale. A 70 anni dalla sua completa distruzione, la Marina giapponese è risorta e torna a mostrare i muscoli, in armonia con quella americana e poco dopo l'approvazione di nuove leggi estensive sulla Difesa. È il giorno della grande rivista navale, la prima da tre anni, con oltre 40 navi da guerra e una sessantina di velivoli. Il premier Shinzo Abe arriva in elicottero sulla “flagship” portaelicotteri “Kurama”, mentre sulla “Murasame” osservano gli addetti militari stranieri, tra cui il nostro colonnello Enzo Gasparini Casari. A sorpresa, Abe si fa portare anche sulla regina dei mari dell'Asia orientale, la portaerei a propulsione nucleare “Ronald Reagan”, da pochi giorni arrivata alla sua base permanente di Yokosuka dopo un anno di lavori di miglioramento. È la prima volta che un premier nipponico sale su una portaerei americana (ed è pure entrato al posto di pilotaggio di un caccia), a simboleggiare un’alleanza sempre più forte. Così come più forte è la Marina giapponese, nella quale è appena entrato in servizio il portaelicotteri “Izumo”, la più grande nave militare del dopoguerra, dall'aspetto somigliante a una portaerei. Alla rivista navale partecipano anche navi ospiti di Paesi alleati degli Stati Uniti o interessati a contenere la potenza cinese, come Australia, Francia, Corea del Sud e India. La manifestazione assume così il carattere di un monito alla Cina, che sta cercando di cambiare lo status quo nel Mar Cinese Meridionale e Orientale