Palermo, (askanews) - "Abbiamo violentato questo territorio": Il presidente nazionale dell'Ordine dei geologi, Gian Vito Graziano, ha parlato così da Palermo dell'Italia che oggi fa i conti con i disastri del maltempo: un "territorio saccheggiato", abitato da mostri figli dei condoni edilizi e da "strutture sbagliate o spesso dannose". Secondo Graziano tutto questo è avvenuto su un territorio geologicamente giovane, portato di sua natura a frane ed esondazioni. E non è solo questo."Oggi c'è un elemento in più che ci pone con le spalle al muro rispetto a un'attenzione che non c'era - ha osservato Graziano - ovvero che piove diversamente". Quei millimetri di pioggia che di solito si accumulavamo in un mese o due, ha spiegato il geologo, oggi si concentrano in poco tempo e il sistema territoriale non è più in grado di reggere, ha aggiunto. In uno scenario così allarmante quali sono le soluzioni contro il dissesto idrogeologico?"Noi geologi predichiamo da alcuni decenni la parola d'ordine 'prevenzione'. Questo significa tante cose, tante azioni. Una è quella degli investimenti: quindi costruire le opere strutturali o non strutturali sul territorio. Questo significa, attivarsi per rinaturalizzare i corsi d'acqua, per mettere in sicurezza i nostri versanti con opere più o meno invasive". Un'altra strada è quella culturale, secondo Graziano: "Se informiamo i cittadini sul grado di rischio del territorio con cui bisogna convivere e che bisogna conoscere, per sapere cosa si deve fare al momento dell'allerta o di un'esondazione, un grado di rischio che certamente non può essere quello della cronaca di questi giorni".