Città del Vaticano, (TMNews) - Ha accompagnato Giovanni Paolo II da quando è stato eletto al Soglio di Pietro, nel 1978, fino alla sua morte, il 2 aprile 2005. Arturo Mari è il fotografo del Papa che, con le sue istantanee, ha portato in tutto il mondo l'immagine di Wojtyla. Le udienze, le celebrazioni, gli incontri con i capi di Stato, i viaggi in tutto il mondo. E poi la salma esposta a San Pietro, le solenni esequie. Arturo Mari ha seguito il Pontefice polacco come un'ombra. E ora, che diventa Santo, ricorda con emozione il 'suo' Papa."Ho vissuto per 27 anni accanto a un Santo, per cui sarà un'altra soddisfazione assistere domenica alla canonizzazione, e vederlo nella gloria degli altari".Oltre 6 milioni gli scatti che Mari ha realizzato in 27 anni di Pontificato di Giovanni Paolo II. E più di 100 viaggi nei cinque Continenti. Ce n'è uno che ricorda in particolare:"Il viaggio che più mi ha interessato è stato quello della Terra Santa. Un viaggio tutto particolare, pastorale ma anche che esce fuori i carismi di Giovanni Paolo II. L'ho battezzato: Gesù dalla nascita alla morte, fino al Calvario, perchè da quando è arrivato alla natività fino al Calvario ho visto un uomo ma era impossibile credere che fosse Giovanni Paolo II, i suoi occhi e le espressioni non erano sue".Lo scatto che più è rimasto nel cuore al fotografo del Papa è l'istantanea di Giovanni Paolo II, di spalle, abbracciato alla croce, nel giorno della sua ultima Via Crucis. "Il Papa ha scritto 15 Encicliche, non 14. La quindicesima è l'Enciclica della sofferenza. Non ha visto abbastanza quest'uomo? Quanto ha sofferto?".