Amman, (TMNews) - In fuga dai raid aerei, dai mortai e dai cecchini, dalle autobomba e dagli attentati. La maggior parte dei tre milioni di profughi siriani, dopo avere rischiato la vita nella fuga, non sono riusciti a trovare un rifugio confortevole e sicuro e si trovano a soffrire in campi squallidi e sovraffollati.Negli ultimi giorni, oltre 1.300 rifugiati hanno attraversato il confine con la Giordania dove le organizzazioni umanitarie sono impegnati nelle prime cure, in vista di un trasferimento verso campi attrezzati all'interno del paese. Come quello di Zaatari che oggi ospita 130mila profughi siriani. I loro racconti sono drammatici e descrivono una disperazione senza speranza."Ho lasciato alcuni fratelli e altri parenti, racconta Muneera. Altri sono già qui. Tutta la mia famiglia oggi è divisa". "Nessun posto in Siria, specialmente quello da dove vengo, Deraa, ricorda Namer, è sicuro. Sei sempre in pericolo".Gli sforzi dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati sono indirizzati soprattutto a un rapido trasferimento verso località attrezzate, come spiega Andrew Harper, responsabile dell'agenzia in Giordania."L'esercito giordano sta trasferendo i rifugiati al sicuro, lontano dalla frontiera. Ci vorranno almeno tre giorni per arrivare a Zaatari dove verrà fornito tutto il supporto necessario. La cosa più importante adesso è allontanarli dal confine".Dopo tre anni dall'inizio del conflitto, nonostante l'annuncio della prevista conferenza di pace a Ginevra a gennaio, le organizzazioni umanitarie si aspettano che nel 2014 la crisi sia destinata a peggiorare.(Immagini Afp)