Piu' che in un mondo G-Zero senza leadership, rischiamo di esser in un G-sottozero con l'avvento di Donal Trump: e' la battuta di Bill Emmott nel presentare a Tokyo il suo ultimo libro sul destino dell'occidente (“The Fate of the West”), ovvero sulla battaglia per la sopravvivenza dell'idea politica più di successo mai apparsa nella storia, basata su principi di libertà e uguaglianza. Tanti attacchi e rischi per il futuro, ma i pericoli maggiori vengono dall'interno, dice Emmott, a partire dall'ascesa di chi ha idee politiche non occidentali come Trump.
Per Emmott, Occidente non e' un concetto geografico ma un'idea apolitica condivisa da Paesi anche fuori dall'area delle democrazie occidentali. Si oppone alla retorica del declino inevitabile, ma riconosce che la battaglia e' aperta: ci sono ragioni di ottimismo, anche se la crisi finanziaria del 2008 ha prodotti divisioni tra e dentro vari Paesi e prodotto crepe nella collaborazione internazionale costruita a partire dal dopoguerra. Le democrazie liberali devono restare aperte e flessibile - sottolinea l'ex direttore dell'Economist (oggi chairman della Wake Up Foundation e visiting professor alla Shujitsu University) - e affrontare meglio il tema dell'uguaglianza, rilanciando lo stato di diritto e le regole del gioco internazionali. E anche una questione in Europa molto divisiva come quella dei flussi migratori può essere gestita, senza porre rischi di disintegrazione dell'Unione Europea. Leggi l’articolo