Amburgo (askanews) - Il caso dei due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati dell'omicidio di due pescatori del Kerala durante un'attività antipirateria a bordo del mercantile "Enrica Lexie", è approdato ad Amburgo nella sede del Tribunale internazionale del diritto del mare dove si è tenuta la prima udienza dopo la richiesta dell'Italia di apertura di un procedimento di arbitrato internazionale.L'Italia chiede che Salvatore Girone, ancora trattenuto in India, possa rientrare in Italia, che Massimiliano Latorre, attualmente in convalescenza a casa dopo il grave malore subito, possa restarvi per tutto il tempo del procedimento arbitrale e che l'India cessi di esercitare qualunque tipo di giurisdizione sul caso, risalente al febbraio del 2012.In sostanza, il governo italiano rivendica il suo diritto di giurisdizione esclusiva sull'incidente, compresa la giurisdizione criminale sui fucilieri di Marina imbarcati sulla nave nonché il diritto all'immunità rispetto alla legge indiana di cui godono i militari in quanto funzionari dello Stato nell'adempimento di compiti autorizzati.Roma, in particolare, sottolinea come Girone, ormai da tre anni, venga trattato come un ostaggio e trattenuto in India nonostante la mancata presentazione di qualsiasi capo d'accusa da parte della magistratura indiana.Dal canto suo, il governo indiano, tramite la sua rappresentante ad Amburgo, l'avvocato Neeru Chadha, dirigente del ministero degli Esteri di Nuova Delhi, ribadisce la piena titolarietà dell'India nella vicenda aggiungendo che le vere vittime dell'incidente sono i due pescatori uccisi e non i militari italiani che hanno sopportato inconvenienti legati al loro status di accusati di omicidio ma che non sono paragonabili alla sofferenza e alla perdita sofferte dalle vittime e dalle loro famiglie.