Roma, (askanews) - Il premier Benjamin Netanyahu ha incentrato la sua campagna in vista delle elezioni del 17 marzo sul tema della sicurezza e del conflitto con i palestinesi, ma per l'israeliano medio ci sono anche altri problemi da risolvere: uno dei più gravi è la casa, i cui prezzi sono saliti del 60% dal 2008 a oggi.Eitan vive con la sua famiglia a Beit Zayit, un suburbio di Gerusalemme. Insieme alla moglie, fanno cinque lavori in tutto: abbastanza per pagare l'affitto, ma non per comprare una casa."Anche se uno lavora, e riesce a risparmiare fra gli 800 e i 1000 dollari al mese, non è abbastanza per accumulare il capitale necessario a comprare una casa. Quindi o hai genitori che ti aiutano, oppure è impossibile".A Gerusalemme un appartamento da quattro vani costa circa 470.000 dollari. A Tel Aviv, si può arrivare addirittura a 700.000. Eran Feitelson, esperto di immobiliare all'Università ebraica di Gerusalemme, spiega così la situazione:"I prezzi delle case in Israele sono esplosi dal 2008 in poi. Di fatto fra il 2000 e il 2007 erano calati, ma dal 2008 molti soldi sono entrati nel mercato immobiliare a causa del calo dei tassi di interesse provocato dalla crisi economica mondiale".Ora sono in molti a chiedere una riforma che faciliti l'accesso alla casa: nel 2011 la protesta esplosa nelle piazze delle città israeliane - la maggiore nella storia dello Stato ebraico - aveva proprio questa fra le sue rivendicazioni principali. Ma nelle ultime settimane, alcuni hanno di nuovo piantato le tende. Come Naor Narkis, un attivista:"Vogliono far scomparire gli ideali del sionismo, solo perché hanno un prezzo? Devono cominciare a risolvere i problemi: vogliamo un cambiamento, subito".E così, almeno in campagna elettorale, tutti i partiti hanno promesso che faranno scendere i prezzi.