Milano (askanews) - Il Camerun ha imposto un rimpatrio forzato a circa 2.500 nigeriani entrati illegalmente nel paese nell'ambito di una serie di misure mirate a prevenire attacchi suicidi da parte dei miliziani islamisti nigeriani legati al gruppo Boko Haram. Le retate sono avvenute nella zona di Kusseri, nel Camerun settentrionale dove i nigeriani sono stati ammassati a centinaia sui camion organizzati per l'espulsione.La decisione è giunta il giorno dopo la visita in Camerun del presidente nigeriano Muhammadu Buhari che ha incontrato le autorità di Yaoundé per concordare una strategia integrata per combattere la minaccia crescente dei Boko Haram. "Il Camerun ha subito nelle ultime due settimane una serie di attentati suicidi che erano sempre avvenuti solo oltre la frontiera con la Nigeria, spiega Ntsa Roland Julien, dirigente del ministero degli Esteri camerunense. Si può comprendere la gravita della situazione provocata dai Boko Haram che dal 2009 hanno intensificato gli attacchi e che ora hanno deciso di assumere la denominazione di Stato islamico dell'Africa occidentale. Per questo dobbiamo organizzare un dispositivo di sicurezza più efficace".L'insurgency dei Boko Haram in Nigeria dal 2009 ha causato la morte di oltre 15mila persone e ha finito per estendersi oltre i confini con il Ciad e il Camerun, paesi che hanno subito nei mesi scorsi una serie di attentati organizzati dagli islamisti nigeriani.(Immagini Afp)