Roma, (TMNews) - La giungla verdissima dove risuonavano un tempo canti di uccelli esotici ha lasciato il posto a una collina deserta. Ora si sente solo il suono delle navi che trasportano carbone.La febbre per il "nuovo oro nero", il carbone, ha divorato foreste e interi villaggi e il Borneo ha perso la sua bellezza, piegandosi alla logica delle miniere e del commercio.Una lunga fila di barconi forma un serpentone nero sul fiume Mahakam: 200 milioni di tonnellate del prezioso minerale vengono spediti ogni anno dal Kalimantan orientale, spesso verso le economie in forte crescita della Cina e dell'India.Questa zona, nella parte indonesiana del Borneo, con capitale Samarinda, è ora occupata da oltre il 70% da miniere, secondo i dati ufficiali. La corsa delle multinazionali ha spinto la popolazione a lasciare case e villaggi, e ha provocato un'accelerazione impressionante di deforestazione.Questa zona, che un tempo contava 1.400 specie animali e 15mila specie vegetali, è ora in allarme per l'aumento impressionante di anidride carbonica. E rischia di perdere tutto il suo fascino e la sua bellezza naturale.Immagini: Afp