Città del Vaticano (TMNews) - Sarà Francesco a salvare la Chiesa: sembrano profetiche le parole di Papa Innocenzo III che, incontrando il fraticello d'Assisi, ricorda di averlo visto in sogno arrestare la rovina della Chiesa innalzando le mani al cielo. Giotto rese eterno questo momento riproducendolo in un affresco: "Il sogno di Innocenzo III" appunto, dipinto nella Basilica di san Francesco ad Assisi.Oggi, però, quel racconto simbolico sembra una profezia dei tempi moderni, con una Chiesa in difficoltà e un nuovo Papa che, per la prima volta nella storia, ha scelto proprio di chiamarsi Francesco.Il compito che attende Papa Francesco è arduo. La Chiesa cattolica è alle prese forse con uno dei momenti più difficili della propria storia, spesso attaccata, a volte corrotta; costretta a confrontarsi con i diversi aspetti lanciati dalla sfida della modernità, con la corruzione, con il dramma dei preti pedofili.La sua elezione, il suo nome, la semplicità con cui si è presentato ai fedeli, il richiamo alla preghiera e all'essenzialità del messaggio cristiano, a essere misericordiosi e ripartire dal basso per cercare Dio tra la gente, tra gli umili, sembrano legati a doppio filo con il sogno di Innocenzo III.Forse è solo una suggestione, ma è bello pensare che questo nuovo Papa, venuto dalla "fine del mondo" con la sua semplicità possa, con le sue mani levate al cielo, arrestare davvero il declino della Chiesa e mettere gli ultimi davanti ai primi.