Roma, (askanews) - Ai distributori automatici in occidente si prelevano soldi. Qui, a Nairobi in Kenya, gli abitanti delle bidonville prelevano acqua, a prezzo ridotto e soprattutto in condizioni igieniche accettabili.Quattro distributori sono stati installati in tre bidonville della capitale Nairobi. Per prelevare serve una carta ricaricabile e l'acqua si ottiene senza intermediari direttamente dalla compagnia fornitrice. Comprare per strada venti litri - il minimo giornaliero secondo l'Oms - costa tre scellini. Al distributore costa mezzo scellino. E la maggior parte degli abitanti qui tira avanti se ha fortuna con duecento scellini al giorno, circa due euro."E' un progetto che arriva al momento giusto. Se ho 50 scellini keniani li cairico sulla mia carta d'acqua e mi basta per l'acqua di tutto il mese" spiega Fransisca. "Prima prendevo l'acqua vicino casa ma vicino alla fontana c'era una bocca dell'acqua nera. Questa è pulita".Per Peter che possiede un camion bar il problema invece era la lontananza: "Prima andavo a prendere l'acqua molto lontano. Questo sistema è più comodo, l'acqua è adatta alla cottura e soprattutto è a buon mercato".Il problema dell'acqua è gravissimo in buona parte dell'Africa centrale, l'accesso alle fonti non inquinate è limitato; una condizione inimmaginabile in Occidente sia per l'igiene personale - soprattutto per le donne durante il ciclo mestruale - che per cucinare e naturalmente bere.Philip Gichuki, direttore del servizio di acqua e fognature di Nairobi, spiega che è un problema di dignità: "Quello che speriamo è riuscire a dare l'accesso all'acqua in maniera più dignitosa per sempre più persone, e che gli abitanti delle bidonville riescano a spendere meno e migliorare le loro condizioni sanitarie".