Roma, (askanews) - Come nel film "Sconnessi" di Christian Marazziti con Fabrizio Betivoglio, Carolina Crescentini e Ricky Memphis, in cui una famiglia di tecno-dipendenti resta "isolata" dalla rete in uno chalet di montagna e si dispera. Rimanere senza wi-fi, WhatsApp, social network anche solo per un giorno è un incubo, soprattutto per i giovani.

Ma può essere anche un esperimento sociale, una sfida. E' nata così l'idea di celebrare una giornata "vecchio stile", distaccati da tutta questa tecnologia che affolla le nostre giornate, per non dire i minuti, e il 22 febbraio è stato eletto lo "Sconnessi Day", giorno in cui è uscito al cinema anche il film.

L'obiettivo è incentivare soprattutto i ragazzi delle scuole a un corretto uso del cellulare e della tecnologia. Oggi c'è l'ossessione del condividere tutto e comunicare online e si parla di "nomofobia" come della paura di restare sconnessi.

Secondo gli esperti, chi accetta la "sfida" di restare per un giorno "al buio" si sentirà preso dal panico nelle prime ore, poi inizierà a sentire i benefici del distacco, così come spesso accade quando si va in vacanza e si dimentica il lavoro o il telefono prende poco.

E' solo curioso notare che, secondo l'ultimo rapporto Istat, nel 2017 il 64% degli europei tra i 16 e i 74 anni ha usato il computer ogni giorno, contro il 52% degli italiani. Che lo userebbero per lo più per poche attività, come l'invio di email, poco per leggere giornali, documentarsi sulla salute, raccogliere informazioni su prodotti o servizi. Resta sopra la media, invece, la visione di video condivisi da altri utenti e la partecipazione civica o politica.