Roma, (askanews) - Il turismo non si ferma in Tunisia. A poche centinaia di metri dal pezzo di spiaggia dove un jihadista ha ucciso 38 persone, per solidarietà, o più probabilmente per motivi finanziari, molti stranieri hanno deciso di proseguire la loro vacanza. Come questo turista tedesco, Peter Krause: "Nel nostro hotel ci sono soprattutto inglesi e la maggior parte è partita. Le misure di sicurezza sono state rafforzate. Come detto, abbiamo deciso di restare. Non possiamo partire per colpa di qualche idiota", ha spiegato.La turista britannica Caroline Baptiste si sente al sicuro: "E' in parte irrispettoso dire che ci sentiamo sicuri quando molte persone hanno perso i loro familiari. Ma, ribadisco, non è il paese a essere responsabile. Sono quei pazzi individui a essere responsabili per quanto accaduto, non il popolo tunisino".Sulla spiaggia dell'hotel Riu Imperial Marhaba, a Port el Kantaoui, le tracce di sangue sono scomparse. Sono i bouquet di fiori deposti sulla sabbia dai passanti a ricordare la strage del 26 luglio. Mohammed, animatore al Marhaba hotel, si trovava sulla spiaggia il giorno della carneficina: "Abbiamo portato i turisti all'interno, nei posti di sicurezza e abbiamo detto loro di non muoversi. Abbiamo detto loro che non dovevano avere paura, che c'eravamo noi - ha spiegato, sottolineando - Siamo felici che alcuni turisti siano rimasti. Se Dio vuole, la Tunisia supererà questo momento. Ve lo dico: la Tunisia è un paese sicuro".(immagini Afp)