Roma, (TMNews) - Nell'era 2.0, anche i giocattoli evolvono sempre più verso il digitale. Ma a dispetto del tempo che passa, i Playmobil restano sulla breccia dell'onda e anche questo Natale molti bambini troveranno i famosi pupazzetti di plastica sotto l'Albero.I personaggi sono assemblati nel paese di Zirndorf, in Baviera, dove si trova la sede dell'azienda tedesca di giocattoli che nel 2014 festeggerà i 40 anni: per i più piccoli un Eldorado in plastica, con i suoi principi e le sue principesse, i suoi unicorni e le sue carrozze.Al responsabile dello sviluppo di Playmobil, Bernhard Hane, spetta il compito di coniugare novità e spirito originario dell'azienda. "Il modello che abbiamo - in termini di grandezza e aspetto - è fondamentalmente lo stesso da 40 anni. A cambiare sono stati l'espressione, i colori e gli accessori. Oggi i poliziotti comunicano con le radioline, 40 anni fa no". L'azienda, che produce giocattoli sin dalla sua nascita, si è affermata negli anni Settanta quando la crisi del petrolio ha fatto impennare il prezzo della plastica, diffondendo il concetto che piccolo è bello. Da allora hanno visto la luce oltre 2 miliardi e mezzo di pupazzetti: si realizzano Malta, mentre gli animali e le componenti più grandi si producono in Baviera. "La cosa più importante è che Playmobil ha trovato la chiave dell'immaginazione dei bambini nel 1974 e ancora la tiene in pugno", spiega il direttore generale, Andrea Schauer, "Il mondo era diverso nel 1974, il mondo dell'infanzia non era così colorato... lo è diventato un po' di più grazie ai personaggi Playmobil".L'azienda lo scorso anno ha fatto registrare un fatturato record di un miliardo e mezzo di euro. La prossima sfida, dopo aver sfondato in America, è conquistare il mercato asiatico.