Capri, (TMNews) - Si narra che l'imperatore Tiberio, che da Capri guidò per quasi dodici anni l'impero romano, amasse indossare i sandali alla schiava, con l'allacciatura lungo il polpaccio. Leggende a parte, i tipici sandali capresi resistono al passare del tempo, alle mode e alla concorrenza delle grandi griffe e restano un simbolo dell'artigianato locale, frutto della fantasia dei ciabattini dell'isola. Nelle botteghe si trovano i classici banchetti dove, utilizzando gli attrezzi del mestiere, i maestri artigiani realizzano in pochi minuti le calzature a cui nessuna donna sembra resistere. Il vero sandalo caprese deve avere caratteristiche precise, come spiega Antonio Ruocco, titolare della bottega "Da Costanzo" che ha ereditato dal padre: "Deve essere fatto a mano, viene sempre curato, e i materiali sono sempre pelle e cuoio".Tradizione e modernità si uniscono in una scarpa, come quella realizzata dalla tipica bottega. "Come la cucina abbiamo fatto un fusion: abbiamo usato il sandalo classico e lo abbiamo decorato con un teschio". Senza tacco, semplici o decorati con strass e pietre, colorati e comodi: anche se tutti diversi tra loro, sono un must have estivo per i turisti e i vip di passaggio a Capri.