Libano (TMNews) - I siriani fuggiti dalla guerra e finiti nei campi profughi non nutrono grandi speranze nelle prossime elezioni presidenziali nel loro Paese. Il voto del 3 giugno si annuncia un trionfo per Bashar al Assad, viste anche le regole ferree imposte dal regime che impediscono ai capi dell'opposizione in esilio di candidarsi. Non cambierà niente per il Paese dicono siriani come Abu Tarek che con altre 500 famiglie vive in un campo nel nord del Libano. "Consideriamo l'elezione una presa in giro contro il popolo siriano e i rifugiati che sopportano una situazione umanitaria miserabile e stanno soffrendo molto nei paesi che li ospitano, soprattutto in Libano". Le elezioni sono false come una bambola - rincara Abu Nur - I nostri genitori sono ancora in Siria, sono obbligati a partecipare a dimostrazionesono obbligati ad appendere la bandiera siriana e le foto di Bashar al Assad". "Nessuno dei sunniti voterà per lui - dichiara Fatima - nessuno che abbia un padre ucciso dal regime, come me può farlo".Questa gente non vede alcuna speranza di tornare in Siria finché Assad rimarrà al potere. "La Siria era un paradiso - ricorda Ghaziyye con nostalgia - come nessun altro Paese al mondo".