Srinagar (TMNews) - Roushan Illai è uno dei più famosi rapper del Kashmir, la sua musica, fatta di rime aspre e versi taglienti, ruota intorno a un grido di ribellione contro il governo indiano che da oltre 20 anni amministra la regione, contendendola al Pakistan e all'India e reprimendo nel sangue ogni tentativo di ribellione."Hanno semidistrutto il mio studio di registrazione - spiega - la mia casa ma finché posso cantare per il mio popolo, finché la mia coscienza è a posto, sono contento e continuerò a rappare".Come lui centinaia di giovani del Kashmir usano il rap come valvola di sfogo e per far arrivare oltre confine lo stato d'animo di una comunità da decenni al centro di una sanguinosa contesa territoriale e religiosa. Migliaia di persone sono morte finora durante gli scontri separatisti iniziati nel 1989."Se anche solo 2 persone fuori da Kashmir arriveranno a conoscere la mia musica - spiega il rapper Shabaian Nabi - sapranno cosa sta succedendo qui, potranno creare un legame con questo luogo e potranno alzare la voce come faccio io. È questo che ispira la mia musica"."Dopo molti anni di resistenza armata - spiega uno dei coordinatori del movimento - molti giovani hanno sentito il bisogno di esprimere il loro disappunto attraverso l'arte e tanti sono riusciti a farlo cantando".Alcuni di questi giovani musicisti probabilmente non arriveranno mai ad esibirsi su un palco o in uno show televisivo. Eppure, nonostante sporadici episodi, negli ultimi anni i casi di violenza nei territori controllati dai musulmani sono diminuiti, e questo forse dipende anche da una nuova generazione di cittadini che ha scelto "armi" alternative, come la musica, per esprimere il proprio dissenso.(Immagini Afp)